Virgilio Ripari (Asola 1843-Milano 1902)

Virgilio Ripari nacque ad Asola nel 1843 e morì a Milano l’11 aprile 1902. Ebbe una vita difficile tanto che potè studiare unicamente grazie al sussidio del Comune e alla generosa disponibilità di Andrea Terzi, il sindaco del periodo Risorgimentale che, riconoscendo la sua grande predisposizione per la pittura, lo aiutò anche personalmente. Grazie a questo mecenate gli fu possibile recarsi a Milano per frequentare l’Accademia di Brera dove ebbe come maestri il Bertini ed il Casnedi. Ben presto si segnalò per la sua capacità e laboriosità, che gli valsero numerosi premi. Nel 1866 sentì il richiamo della Patria e partì volontario per la terza guerra d’Indipendenza, durante la quale combattè sul fronte Trentino. Dopo l’intermezzo bellico, tornò alla sua grande passione. In quel periodo dipinse due ritratti ma, soprattutto, il bagno pompeiano, un quadro di grandi dimensioni nel quale dimostrò di possedere un tocco raffinato ed una grande padronanza dei colori.

Negli anni che seguirono, il suo lavoro venne molto apprezzato e la sua fama ne risentì in modo particolarmente positivo al punto da annoverare fra i suoi estimatori anche la Regina Vittoria, d’Inghilterra, per la quale eseguì vari quadri ad olio e all’acquerello. Partecipò a numerose mostre in Italia ed, in quegli anni, il suo modo di dipingere, con colori vivaci, deposti sulla tela a tocchi veloci e frastagliati, gli valse una certa fortuna presso i contemporanei. Forse non aveva la tecnica inarrivabile di Tranquillo Cremona, maestro della figura o quella che si può ritrovare nei paesaggi di Mosè Bianchi ma alle loro qualità si avvicinò molto. Rese, con evidenza tutta sua, la poetica bellezza delle rose e caratterizzò molti suoi quadri con il soggetto delle monache, tutte giovani e belle. Nelle sue opere seppe interpretare, fino all’eccesso, il sentimento di un romanticismo decadente, tipico della sua epoca. Oltre alle monache, dipinse soggetti famigliari, composizioni galanti, anche in costumi rinascimentali, fiori e paesaggi.
Per lunghi anni soffrì di dolori artritici che gli resero estremamente difficile dipingere, senza tuttavia impedirgli di continuare a lavorare con immutata passione e caparbio impegno. Oggi, le opere di Virgilio Ripari hanno mercato soprattutto in Lombardia, con quotazioni che variano dai 3.500, fino a raggiungere punte di 35.000 euro. 
 
Nelle foto sotto, da sinistra il primo quadro raffigurato si intitola "Gli amanti"; Il secondo, "Amore fraterno"; il terzo, "Fiori per tutti"; il quarto, "Alla fonte"; il quinto " La suora"