Tre serate da applausi e San Carlo sempre esaurito, per S.Antonio
Quest’anno, l'appuntamento con il Festival di S.Antonio, giunto alla sua 16°edizione, per la prima volta si è tenuto in tre serate, per soddisfare la richiesta di moltissimi asolani che, negli scorsi anni, non sono riusciti a prenotare i posti. Nonostante la serata in più, anche quest'anno i posti sono andati letteralmente a ruba. L' organizzazione del Comitato presieduto da Alberto Guerreschi, coadiuvato dalla Parrocchia, dalla Cooperativa Società Agricoltori e dalla Protezione Civile, che ne garantisce la sicurezza, è diventato un appuntamento irrinunciabile per molti asolani, e non solo.
La formula del Festival, per la sua semplicità e varietà si è confermata vincente tanto da risultare graditissima e da riscuotere la richiesta del "bis" per tanti artisti. Lo spettacolo proponeva, per le serate, la conferma della copia dei bravi e simpatici presentatori che aveva esordito lo scorso anno, Graziella Losi e William Rizzieri, sostenuti dalla preziosa collaborazione di Giliola Bolsieri, Katia Fainozzi animatrice in platea, del tecnico audio-luci Costante Minuti, con gli addobbi floreali della Ditta Luigi Dalla Lana. La scaletta del programma iniziava con la piacevole sorpresa di un esordiente, ricco di verve e di ammirazione per i Nomadi, il giovane sorbarese Michele Albertin; la mitica Manuela Palastrelli, dismesse le vesti di storica presentatrice, si è presentata con uno stuolo di bambini canterini; dopo di Lei i "Bei Putei", il gruppo comico dialettale acquanegrese, precedeva l'esibizione canora di William Rizzieri, "Willy the voice". Dalla canzone alla poesia nostalgica, per introdurre il poeta dialettale Eros Aroldi. Altra esordiente la bravissima "figlia d’arte" dell'indimenticabile Italo, Elisa Marchi, ha regalato al pubblico una esibizione intensa ed a tratti toccante, quando ha riproposto un pezzo d'amore per Asola, scritto e musicato da suo padre. Un discorso a parte merita il duo comico surreale degli ineguagliabili Caleffi & Piazza, accompagnati dalla coreografia di Antonella e Rita; altra comicità quella dei Reböt, i cantautori dialettali di San Martino Gusnago, con il loro leader Valerio, bancario serio. La performance di Odoardo Uggeri con le sue piccanti barzellette, fa ormai parte della tradizione del Festival e resiste grazie al personaggio. Dopo l'Odoardo, è la volta del simpatico cow-boy Sergio Frizzi, che ha preceduto l'attesissima e coinvolgente esibizione di Felice Piazza e del suo sassofono d'oro. Il monologo dell'impareggiabile Sandro Busi, dalla satira stuzzicante, nei panni dell’Avvocato Buzzi, strappa i soliti applausi a scena aperta. Infine don Riccardo Gobbi, il padrone di casa, nelle vesti di uno stanco S.Antonio, che lascia la scena ai suoi due don: don Ivo Compagnoni, il barzellettiere e don Giuseppe Frittoli, l'ex tenore dell'Arena, dall'ugola d'oro.
Tre ore volate in un soffio, per ribadire un successo che si rinnova nella tradizione di un appuntamento a cui nemmeno quest’anno gli asolani hanno saputo resistere.
Sotto le foto dei protagonisti, gentilmente concesse da Antonella Goldoni e Rosanna Viapiana

