RIZINO (Riccino) DAINA
RIZINO D'ASOLA (Riccino Daina). Di Asola.
Condottiero di ventura 1485 - 1522 (novembre)
Prode cavaliere.
Esperto nell'arte militare.
Gian Francesco, detto Riccino o Rizino d'Asola, di illustre famiglia asolana, fu uomo d'azione e compì gesta valorose in favore sia di Venezia che della propria patria.
Ammirevole fu il suo comportamento durante l'assedio posto ad Asola da Massimiliano I° d'Asburgo nel 1516: con l'esempio nei combattimenti e con l'eloquenza dell'incitamento infuse tanto coraggio alla popolazione da respingere gli assalti e resistere fino al termine dell'assedio.
Come disse Guicciardini “ con meravigliosa virtù difese se stesso e la patria”,
Trovò la morte nel 1522 per opera di due concittadini, forse su commissione dei Gonzaga, forse per vendetta personale. (Annalisa Antonini)
Aprile 1500 Difende Venezia contro Milano in Emilia
Coopera con Soncino Benzoni e Carlo Orsini alla cattura, nel castello di Rivalta Trebbia, del cardinale Ascanio Sforza
Aprile 1509 - Difende Venezia contro la Francia in Lombardia
E' preposto alla difesa di Crema con i suoi balestrieri a cavallo. Esce da Pizzighettone con Fregosino Fregoso e si scontra con i nemici, che perdono un centinaio di uomini. Effettua una scorreria a Castiglione nel lodigiano, ove dà alle fiamme alcune barche e dei mulini.
Maggio 1509 - partecipa alla battaglia di Agnadello con le armate imperiali, contro Venezia.
Aprile 1510 - E' catturato dagli stradiotti, provenienti da Legnago con altri 100 cavalli: nello scontro rimangono uccisi 100 tedeschi, usciti alla ricerca di vettovaglie. Rizino d'Asola viene poco dopo liberato.
Luglio 1510 - A Castelfranco Veneto contatta i veneziani e li informa sui movimenti dell'esercito imperiale. Si trova al campo francese di Santa Croce Bigolina sul Brenta.
Agosto 1510 - Diserta e torna nel campo veneziano. E' ancora a Castelfranco Veneto.
Prende parte, ad Asola, ad una congiura ai danni di Francesco Gonzaga; scoperto, è gettato in carcere a Mantova con Cristoforo Boccalini, già uomo d'arme di Niccolò Orsini. Riesce a fuggire.
Luglio 1513 - Difende Venezia contro la Spagna in Veneto
Si trova alla guardia di Padova agli ordini di Bartolomeo d'Alviano. Fa una sortita con alcuni cavalli e cattura 20 soldati per conoscere le intenzioni degli avversari.
Agosto 1513 - Al ritiro degli spagnoli da Padova, gli viene aumentata la condotta.
Ottobre 1513 - Partecipa alla battaglia di Creazzo inquadrato nell'avanguardia e dà prove del suo valore.
Ottobre 1514 - Segue l'Alviano alla conquista di Rovigo.
Novembre 1514 - Viene incaricato di riscuotere una taglia di 3000 ducati imposta agli abitanti di Rovigo.
Marzo 1516 - Difende Venezia contro l’esercito imperiale (Famoso assedio di Asola)
Si trova alla difesa di Asola. Attaccato dagli imperiali capitanati da Marcantonio Colonna, respinge numerosi assalti e costringe, alfine, i nemici a ritirarsi in Soncino. Il suo comportamento è lodato dal provveditore Francesco Contarini.
Aprile 1516 - Difende Venezia contro l’esercito imperiale in Lombardia
Si impadronisce di 300 some di grano, appartenenti ad un mercante tedesco, che vengono portate da Mantova a Brescia: il bottino è condotto in Asola. Passa all'assedio di Brescia e riceve nuovi elogi dal provveditore Giacomo Manolesso.
Giugno? 1516 - Difende Venezia contro l’esercito imperiale in Lombardia
Entra in trattative per disporre di 2000 lanzichenecchi e 200 spagnoli della guarnigione di Brescia: i soldati escono dalla città, vengono a Montichiari, si pongono agli stipendi di francesi e veneziani e scelgono Rizino d'Asola come proprio capitano. Francesco Gonzaga invia presso costoro un lanzichenecco, che promette a tali uomini 1000 ducati, o 500, nel caso in cui lo consegnino al marchese di Mantova (rispettivamente) vivo o morto. Rizino si sposta a Cavriana ed il Gonzaga ottiene una risposta negativa.
Agosto 1516 - E' all'assedio di Verona; con Giano Fregoso guida un vano assalto alle mura alla testa dei fanti romagnoli.
Settembre 1516 - Attacca un bastione con Federico Gonzaga a Bozzolo, lo conquista e ricaccia indietro un contrattacco portato dalla trincea prospiciente il Campo di Marte.
Gennaio 1517 - Consegna al provveditore generale Andrea Gritti 3000 ducati a nome della comunità di Asola.
Giugno 1517 - Il consiglio dei Savi decide di concedergli una condotta di 10 uomini d'arme in bianco ed una provvigione di 25 ducati per 8 paghe l'anno.
Marzo 1520 - Tenta di entrare in Crema con 25 cavalli; ne è impedito dalla popolazione scesa nelle strade armata per timore di un saccheggio da parte dei suoi armati.
Maggio 1520 - Viene processato ad Asola per l'uccisione di Giovanni Francesco Turchi. Il suo caso è avocato dal consiglio dei Dieci. E' prosciolto, perché l'ucciso è un ribelle.
Agosto 1521 - Venezia gli salda i suoi crediti.
Novembre 1521 - Segue Teodoro da Trivuòzio alla difesa di Milano; quando la città cade nelle mani degli avversari, fugge a Lodi con la sua compagnia e 900 schioppettieri bresciani. Il Gritti lo manda con i suoi uomini alla difesa di Brescia.
Dicembre 1521 - Viene spedito da Giano Fregoso con 300 fanti, portati in groppa dai cavalli leggeri di Alessandro Donato, vicino a Milano per un'azione dimostrativa. Attraversa l'Adda e coglie all'alba impreparati, a Trucazzano, 60 uomini d'arme di Antonio di Leyva. Fa ritorno a Crema con il bottino.
Gennaio 1522 - Lascia Palazzolo sull'Oglio con Antonio da Castello e ritorna con 2000 fanti alla guardia di Bergamo; prende alloggio con le truppe nel borgo di Sant'Antonio.
Febbraio 1522 - Si trova al campo di Rovato e gli viene dato il comando di un colonnello di 1572 fanti, di cui 406 direttamente ai suoi ordini.
Luglio 1522 - Al termine del conflitto, sono licenziati 120 fanti della sua compagnia.
Novembre 1522 - Viene ucciso a tradimento a pugnalate, ad Asola, su istigazione dei Gonzaga, da un nipote e da Corsino ed Angelo Turchi. E' sepolto nella cattedrale di Asola.
Fonte: www.condottieridiventura.it/ Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura operanti in Italia dal 1330 al 1550 al N° 0092

