Palazzo Schiantarelli, ex Pinacoteca Tosio

Di recente, dopo lunghi mesi di disagio, sofferto dai commercianti e dai residenti di via Mazzini, si sono conclusi i lavori di restauro del neoclassico palazzo Schiantarelli, opera ottocentesca che il famoso architetto Vantini di Brescia realizzò come sede della Pinacoteca Tosio. Il risultato del restauro è stato degno delle aspettative e, come è avvenuto anche per il Palazzo ex Monte Pegni, ha riportato all'antico splendore un'opera di notevole valore storico ed architettonico.  
Dopo essere stato sede della Guardia di Finanza, nei primi anni '50; sede della sezione staccata dell'Istituto per ragionieri, Alberto Pitentino di Mantova, nel 1964 e, successivamente, dopo aver ospitato alcuni uffici locali dell'ASL, è rimasto vuoto per diversi anni, fino a quando il Comune lo ha di nuovo concesso, in comodato gratuito all'ASL, affichè l'Azienda Sanitaria Locale, in cambio dei lavori di restauro, lo adibisca a propria sede Ufficiale.  
 
Rodolfo Vantini (Brescia, 17 gennaio 1792 - 17 novembre 1856) ingegnere ed architetto, figlio del pittore ed imprenditore edile Domenico Vantini.
La sua prima opera prima è datata attorno al 1813: si tratta del Cimitero di Brescia, il primo cimitero monumentale italiano, prototipo di tutti i cimiteri neoclassici dell'800. L'opera che lo impegnerà per tutta la vita e che i Bresciani presero a chiamare, semplicemente, "Vantiniano". Seguirono i cimiteri di Salò, Travagliato, Pralboino, Rovato, Ofanengo, Padernello e Rezzato. Disegnò molti monumenti funebri. 
Ideò la scuola di disegno di Rezzato per addestrare ed affinare le capacità lavorative delle maestranze che lavoravano i marmi delle cave di Rezzato. Nel 1857 la scuola assunse il nome di "Istituto Vantini".
Con la sua scuola ha lavorato alla realizzazione di diversi palazzi signorili della provincia di Brescia, in particolare a Quinzano d'Oglio.
Ad Asola, che all'epoca apparteneva alla provincia di Brescia, su commissione del Conte Paolo Tosio, progettò il palazzo che, nella odierna via Mazzini, avrebbe dovuto diventare sede della Pinacoteca Tosio e che, invece, per un contrasto fra il nobile e l'Amministrazione di allora, finì a Brescia.  
 
La prima foto sotto mostra un ritratto del Conte Paolo Tosio, dipinto ad olio su tela da Luigi Basiletti (1780-1859) fra il 1840 e il 1860. Il quadro che misura cm. 75,4 x 95,1 è conservato nei Musei Civici di Arte e Storia di Brescia.
 
La seconda foto mostra in tutto il suo ritrovato splendore il Palazzo dell'ex Pinacoteca Tosio, dopo il recente restauro.