Marcantonio Gramatica
Mi è venuta l’idea di raccontare la storia del Sig. Marcantonio Gramatica (detto Nino), sfogliando gli album delle foto di famiglia che, cortesemente, mi sono stati messi a disposizione dai figli, i 4 fratelli Tito, Giorgio, Cesare e Francesco, tutti emigrati da Asola: i primi due a Brescia, il terzo a Chiari e l’ultimo a Lamezia Terme. Ma torniamo al nostro Sig. Nino. Egli nacque ad Asola il 19 Giugno 1900. Tito Gramatica, erede di un’antica famiglia, con la moglie Pia Tessari, genitori di Marcantonio, grazie all’ appoggio dell’importante amico Giuseppe Zanardelli, Presidente del Consiglio, bresciano come loro, aprirono ad Asola il primo ufficio postale. Tito e Pia ebbero due figli, Francesco e Marcantonio che, giovanissimi, animati da quel patriottismo, tanto frequente fra i giovani dell’epoca, partirono entrambi per la prima guerra mondiale. Nino ebbe il permesso dai genitori di arruolarsi volontario a soli 17 anni e, temerario, qual’era scelse di entrare in aviazione. Frequentò il primo corso per diventare pilota a Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo, quando, praticamente, l’aviazione non esisteva ancora come corpo riconosciuto delle Forze Armate. Finì il corso con il grado di tenente. Purtroppo, il caso volle che si ammalò di spagnola, una malattia che fece centinaia di migliaia di vittime in tutta Europa e che, più tardi, determinò l’insorgenza di una grave malattia cardiaca. Nel frattempo, morì il padre Tito e Pia, la madre, prosegui nella conduzione dell’ufficio postale. Quando il fratello Francesco, ferito, tornò dalla guerra con il grado di capitano ed una medaglia di bronzo conquistata sul campo, si fermò ad Asola per aiutare sua madre. Poichè i Gramatica erano una famiglia benestante, quando Nino tornò ebbe la possibilità di dedicarsi alle sua passione per lo sport e per la vita sociale, dedicando molto del suo tempo sia all'attività agonistica che a quella di promotore ed istruttore dei giovani asolani. Dagli album di famiglia sono uscite foto emblematiche che bene illustrano l’impegno che Marcantonio profuse in questa sua poliedrica passione. In esse vediamo il Sig.Nino ritratto sulla moto Frera del 1925 con la quale partecipò a delle gare. Successivamente lo troviamo seduto al volante di un’auto Milcar da corsa, con la quale partecipò ad alcune gare, oltre a scorazzare per Asola e dintorni. Abbandonata la passione per i motori, a seguito di alcuni incidenti, lo ritroviamo impegnato a praticare ed insegnare atletica, scherma, calcio e tennis. Ma gli anni passavano e nel 1927 conobbe quella sarebbe poi diventata sua moglie, una ragazza di 12 anni più giovane di Lui, Egluge Manerba. Nel frattempo le sue passioni si orientarono verso la pittura e la musica. Con l’idea di mettere su famiglia cercò un lavoro e lo trovò presso la Banca Popolare di Asola che aveva sede in via Garibaldi. (esiste ancora il portoncino di legno con incise le iniziali). Purtroppo, a seguito della grave crisi del 1929 la banca fallì ed il nostro Nino rimane senza lavoro. Nonostante questo contrattempo, nel 1936 sposa la sua Egluge ed inizia a lavorare, come segretario economo, presso l’Ospedale di Asola. nascono i primi due figli, Tito, nel 1937 e Giorgio, nel 1940 e dopo due anni viene richiamato per partecipare alla seconda guerra mondiale ed inviato a Trento in forza ad un nucleo di autieri. Viene fatto prigioniero e deportato in Germania. Essendo Ufficiale ed avendo aderito alla Repubblica di Salò, viene liberato e nel 1944 può far ritorno a casa. Nel 1945 nasce Cesare e l’anno dopo Francesco. Dopo il ritorno a casa riprende il suo lavoro all’Ospedale, assapora le gioie della famiglia e continua a dipingere, fino alla metà degli anni cinquanta quando, per le conseguenze della spagnola contratta durante la prima guerra mondiale e per i disagi patiti durante la deportazione in Germania, nella seconda guerra mondiale, fu colpito da un infarto che lo costringerà a letto per dieci anni, fino al 26 novembre 1964, quando morì in un letto del suo ospedale. Durante gli anni della sua malattia fu assistito amorevolmente dall’amata Egluge e confortato dalla presenza dei figli che lo ricordano come un padre giusto, mai autoritario e sempre pronto a perdonare le loro “intemperanze” e la loro vivacità, sia da bambini che da ragazzi. Qui sotto abbiamo pubblicato alcune fotografie che lo ritraggono, asolano fra gli asolani, impegnato nelle sue molte attività in favore dei giovani.

