La nostra storia
Il Gambino, alle origini de “L’Asolano”
Oggi, con una definizione assai pretenziosa, in molti mi chiamano “direttore” anche se, per l’anagrafe, continuo ad essere Guido Baguzzi e per Elena, la piccola lettrice de Il Gambino, rimarrò sempre Bazzigù, uno degli pseudonimi con i quali amavo firmare i miei articoli.
La passione per Asola e, di riflesso per il giornalismo, credo appartenga al mio DNA.
Un famoso adagio asolano diceva che chiunque avesse bevuto anche solo un sorso d’acqua del Gambino non avrebbe mai più dimenticato Asola e un giorno sarebbe certamente tornato. Evidentemente, devo averne bevuto più di un sorso perché, non solo non ho mai lasciato Asola ma, con l’amico “Mikì”, al mondo Armando Bertuzzi, oggi anche Cavaliere della Repubblica; con Guglielmo Clerici Bagozzi, il mitico farmacista “Cibalgina” e con vari altri amici e collaboratori, abbiamo contribuito a rinverdire i fasti di un antico e celebre giornale asolano che, per titolo, aveva adottato il nome de “Il Gambino” che, da sempre, identifica l’antica rete fognaria asolana.
Con l’amico Mikì, raccolsi l’ideale testimone che ci fu lasciato da un giovane degli anni venti, quel “Nino” Buzzi Di Marco, padre dell’avv. Mario, nonché impareggiabile artista che, insieme a Mario Merighi e Giovanni Martarelli, fondò ed illustrò con le sue mirabili vignette “Il Gambino”, giornalino umoristico satirico sporteatralpupazzettato anticollerico e... disinfettante che rappresentò uno dei più importanti esperimenti giornalistici che Asola ricordi.
In verità, non sappiamo quante volte sia uscito il Gambino originale. Certamente, lo ha fatto il 22 febbraio; il 19 marzo; il 12 aprile del 1925 e il 27 febbraio del 1927, perchè il Mikì ne ha ritrovato le copie. Ma, a giudicare da come, ancora, se lo ricordavano molti asolani negli anni ‘60 -’70 credo non possa essere uscito solo quattro volte.
In ogni caso, L’Asolano di oggi è figlio (più o meno legittimo) proprio di quel giornale perchè, dopo la parentesi del 10 aprile 1955 (ma anche in questo caso le edizioni potrebbero essere di più), ad opera dell’Associazione Studentesca Asolana, guidata da Augusto Bolther, Mario Buzzi e Vigilio Pistoni, nel novembre del 1974 uscì il primo numero, al profumo di amoniaca, del Gambino, realizzato in eliografia, su carta musica (fronte e retro).
Quella prima riedizione presentava, pressapoco, la stessa testata del 1925. Da allora, con la stessa immagine, il Nuovo Gambino è uscito altre 3 volte nel 1975 (aprile, agosto e dicembre) e due volte nel 1976 (compresa un’edizione elettorale in giugno).
Nel 1977 il Gambino si rinnova: cambia l’immagine della della testata; abbandona la stampa eliografica, per passare a quella litografica ma, soprattutto, in copertina compaiono due nomi nuovi: quelli dei giovani Guido Monegatti e Mauro Scaglioni. In quell’anno “Il Gambino uscì tre volte per Pasqua, in luglio e per Natale. Nel 1978 uscì solo a novembre; nel 1980 solo a marzo e l’ultimo numero, almeno, per quanto ci è dato ricordare, uscì nell’aprile del 1981.
Quella raffigurate in galleria sono, nell'ordine la testata del Gambino originale del 1925; la testata del nostro Gambino, uscito nel 1975; quella del 1977 e quella dell'ultimo Ganbino uscito, in occasione della Pasqua 1981.
Per far meglio comprendere ai giovani che, a quei tempi, non erano ancora nati, com’era questo nostro giornaletto, ho pensato di riproporre un’antologia dei suoi pezzi migliori. La nostra storia inizia nel 1974, ben 35 anni or sono, quando in novembre esce il primo numero.

