I marmi della vergogna
Tempo fa, l’Asolano aveva documentato fotograficamente le condizioni in cui erano conservati alcuni marmi storici della nostra Città: varie lapidi commemorative e le due grandi chiavi di volta delle porte della fortezza. L’unico risultato che ne avevamo ricavato fu la reazione stizzita della Giunta Calcina che, invece di provvedere a dar loro una sistemazione più sicura, ci ha minacciato di denunciarci per le modalità con cui, a loro dire, ci eravamo procurati quelle immagini tanto scomode quanto eloquenti. Poichè da allora il problema è rimasto tale e la situazione di quei marmi, stando così le cose, è destinata solo a peggiorare, l’Asolano ripresenta la sua istanza anche alla nuova Amministrazione, nella speranza di trovare nei suoi esponenti maggior sensibilità storica e civica. Chi non tiene in considerazione le testimonianze del passato non merita di governare il nostro presente ed il nostro futuro.
Le foto sotto ben testimoniano l’attuale indegna collocazione di alcune lapidi storiche di una Comunità che evidentemente ha perso la memoria di sè. Non vi sembra che ci sia di chè vergognarsi? E’ questa la considerazione che dimostriamo di avere per la nostra Storia? Quando ci è stata fatta questa segnalazione non ci volevamo credere...
Fino a quando questi marmi non troveranno una degna collocazione continueremo ad essere amareggiati ed indignati!
Considerando che fra questi marmi ci sono le ultime, ed uniche, testimonianze rimaste delle mura di cinta della antica fortezza, crediamo che esse meritino una collocazione adeguata. Al riguardo, vogliamo rilanciare un'idea della Giunta Calcina, che ci trovava d'accordo. Poichè anche i progetti della nuova Amministrazione prevedono la realizzazione di due rotonde per regolare il traffico degli incroci di Porta Chiese e di Porta Fuori, perchè non ricollocare quelle chiavi di marmo proprio dove sorgevano le grandi porte della città da dove sono state tolte?
Esse potrebbero diventare parti integranti di due monumenti simili, posti al centro delle rotonde, a ricordo delle porte che sorgevano in quei due punti precisi. Poichè chi ci ha preceduto non ha avuto la sensibilità di salvaguardare le mura e la fortezza, questo sarebbe un modo per dimostrare che gli asolani di oggi non se la sono dimenticata e che se avessero potuto non l'avrebbero distrutta.

