Goffredo Bellini
GOFFREDO BELLINI ( 1870 – 1947) Goffredo Bellini era nato a Castelgoffredo nel 1870. Dopo il matrimonio con Erminia Bordin si era trasferito ad Asola per occupare l’incarico di segretario della Congregazione di Carità: l’istituto assistenziale aveva sede allora nel Palazzo del Monte dei Pegni e qui il Bellini fondò, all’inizio degli Anni Venti, il Museo Comunale. Collezionista, ricercatore, appassionato di storia locale, Goffredo Bellini aveva dato vita ad una raccolta privata molto ricca e articolata: tra la fine dell’800 e i primi decenni del secolo aveva infatti radunato reperti archeologici e cimeli di guerra, opere grafiche e pittoriche e libri antichi, documenti e autografi e oggetti d’arte sacra, creando nel tempo una vera e propria collezione, divisa in numerose sezioni che spaziavano dall’archeologia all’arte, dalla storia militare alle scienze naturalistiche. I documenti in possesso dell’Archivio Storico asolano non illustrano l’esercizio collezionistico privato del Bellini, ma il risultato, che diede origine al museo, testimonia di una attività piuttosto eterogenea e di una concezione enciclopedica del sapere, senza particolari specializzazioni, ma con alcuni spiccati interessi; l’acquisizione di reperti archeologici fu indubbiamente uno di questi, sollecitato anche dal progresso che le ricerche, soprattutto nel campo della preistoria locale, conobbero in Italia settentrionale negli ultimi decenni del XIX secolo: tra questi spiccano una coppa attica a figure nere, con figura di Dioniso su entrambi i lati, e una stele funeraria egizia databile al Primo Periodo Intermedio e dedicata dalla consorte ad un importante funzionario pubblico. Siamo maggiormente informati sulle strade percorse dal Bellini per arricchire le collezioni del museo dopo la sua costituzione; i rendiconti economici così come gli scambi di lettere rivelano una frequente attività di acquisto e scambio con altri collezionisti e raccoglitori privati e con istituzioni museali. Gli acquisti documentati riguardano in particolare reperti archeologici, derivanti dalle ricerche condotte in quegli anni in alcuni importanti insediamenti preistorici come Bande di Cavriana e Barche di Solferino; materiale faunistico per la collezione di storia naturale, per il quale sono documentate anche le spese per l’imbalsamazione; documenti e autografi ottenuti attraverso scambi o richieste ai diretti interessati, come nel caso di alcuni personaggi della casa reale; disegni e altre opere d’arte, sollecitate anche presso gli autori. L’orgoglio civico del Bellini ed il suo amore per Asola furono alla base della scelta di rendere pubblica la collezione: a questa attività egli dedicò gli ultimi venticinque anni della sua vita. Goffredo Bellini morì ad Asola nel 1947: il museo civico porta da allora orgogliosamente il suo nome.

