EMERGENZA NUTRIE!!!

Da Asola, Antonella Goldoni 16 Febbraio

Con l’indicazione dei tecnici addetti ai lavori di intervenire drasticamente con l’abbattimento di 60mila nutrie per calare il numero delle colonie (art.Gazzetta), il coadiutore Duretti Gianluca e la sua squadra di 14 uomini incaricati all’abbattimento sul vasto territorio asolano sono attualmente bloccati comunque dal ricorso appoggiato dal Tar di Brescia, fatto dal presidente del Lac Milano (Lega abolizione caccia) Carlo Consiglio contro l’ordinanza del sindaco Busi per l’abbattimento nutrie. In merito il referente Gianluca Duretti intende sottolineare aspetti ignoti della questione a chi <<negli uffici non vive direttamente sul territorio il devastante problema nutrie. Noi abbattitori siamo riconosciuti idonei e volontari, non lo facciamo per passione, ma per il bene e la salute della comunità che deve convivere, ora anche nei propri cortili dove i bambini giocano, con il moltiplicarsi della specie che oltre a mangiare ettari di raccolto agricolo, fa buche e tunnel sotterranei che hanno messo in grave pericolo la vita tanti agricoltori per il ribaltamento dei loro mezzi in fossi o per il cedimento delle sponde. Non aspettiamo che muoia qualcuno, perché fatto cadere dallo scooter dalle nutrie che attraversano la strada rompendo per ora centinaia di auto! I contributi che riceviamo ci servono solo per comperare le munizioni e per il carburante dell’auto usata dalla squadra>>. In quattro anni sul territorio asolano sono state abbattute 5mila nutrie di cui il 7-8% con l’uso di gabbie e il resto con il fucile uscendo nelle campagne con una squadra di 2-3 uomini una volta alla settimana, due metodi questi utilizzati anche in provincia di Padova. Nel confronto con responsabili provinciali in materia d’ufficio, che non vivono il territorio, Duretti ha reso noto che <<le gabbie vanno sicuramente bene, ma la velocità di abbattimento nutrie con il fucile è molto più pratica. Inoltre lo sparo risulta alla fine essere meno dannoso alla cova delle anatre selvatiche e di altri uccelli disturbate e attaccate più volte dalle nutrie. Gli abbattimenti fin’ora effettuati non disturbano nemmeno la selvaggina, come le lepri, per esempio che negli ultimi 3-4 anni si sono fortemente prolificate nelle riserve di caccia>>. Duretti continua invitando <<Provincia e Prefettura ad andare d’accordo tra loro sulle competenze e ordinanze. E’ importante avere un’organizzazione generale uguale per tutti i comuni; in quanto diventa inutile il nostro lavoro sui confini del territorio asolano, dove le nutrie di altri comuni vanno a rintanarsi nelle tane delle nutrie da noi abbattute. Gabbie e fucile sono sicuramente due metodi d’abbattimento non inquinanti come potrebbero essere invece i veleni che andrebbero a danneggiare altre specie>>. Con il divieto d’abbattimento sul territorio di Asola ora si è scatenato il fai da te, da parte di agricoltori e non solo. In questi giorni nei cassonetti dello sporco sono state rinvenute e recuperate nutrie morte con la testa fracassata da un bastone. Per chi poi ha proposto di catturare le nutrie con l’istallazione di reti nei fossi Duretti domanda se <<sia un’idea questa che faccia risparmiare soldi considerati i migliaia di chilometri di rete che ne servirebbero e considerato le problematiche per la nostra provincia toccata anche da tre grandi fiumi: Po’, Oglio e Chiese, dove comunque altri animali verrebbero intrappolati>>. A gennaio in un incontro tra sindaci dell’Alto Mantovano, veterinari, abbattitori nutrie ed altri addetti ai lavori era presente anche l’assessore all’agricoltura provinciale Castelli che sottolinea Duretti <<ha dato la sua disponibilità a parlare con gli enti preposti e il Prefetto, ma ad oggi tutto tace>>.