E' in vendita una prima edizione aldina del Decamerone, stampata a Venezia da Gianfrancesco d'Asola, nel 1522
Recentemente, navigando nel web, mi è capitato di trovare una scheda bibliografica relativa ad una prima edizione in volgare del Decamerone di Giovanni Boccaccio, stampato a Venezia nel 1522 dopo la morte di Aldo Manuzio, nella famosa Tipografia Aldina, diretta da Andrea Torresano, suocero di Aldo e dal figlio, Gianfrancesco d'Asola, che del Manuzio fu allievo prediletto. Il volume assai raro e in buone condizioni, è appartenuto a Sir Richard Leveson e ai suoi eredi, una nobile famiglia inglese dello Staffordshire, dal 1694 al 1861, anno della morte di Granville Leveson Gower, terzo duca di Sutherland, che fece imprimere il suo stemma nobiliare sulla copertina in pelle del libro. Il libro presenta l'ancora con il delfino simbolo della tipografia aldina su titolo ed alla fine. Si tratta di una prima edizione aldina del capolavoro del Boccaccio.
Presenta una dedica dello stesso Gianfrancesco d'Asola a Roberto Magio nella quale si dice che l'edizione fu curata dallo stesso Aldo Manuzio prima di morire. Se così fosse, si tratterebbe dell'unico testo in volgare da lui personalmente composto ed, in quel caso, l'edizione acquisterebbe ancora più valore storico. Più probabilmente il manuzio si limitò a raccogliere il materiale, comprendendo anche tre novelle pseudo boccacceshe e, in seguito, l'edizione fu approntata all'interno dell'officina. Resta comunque una testimonianza del fatto che il Manuzio, uomo raffinato e di grande cultura, per le sue edizioni, stava guardando oltre il greco ed il latino, per prendere in considerazione la lingua volgare, per rivolgersi non solo ai dotti e ai grandi umanisti dell'epoca, ma per aprire il mercato anche alla gente comune e quindi per aumentare le tirature dei suoi libri. Dopo la sua morte avvenuta nel 1515, sarà Gianfrancesco, il giovane cognato, suo allievo, a percorrere questa strada, pubblicando "il Cortegiano", di Baldassarre Castiglioni e il "Decamerone" di Giovanni Boccaccio di cui questa prima edizione ne è uno splendido esempio.
Ora, credo che Asola, nel cui museo non esiste alcuna testimonianza di Gianfrancesco Torresani, farebbe bene ad acquistare questo libro, prima che qualche ricco collezionista privato se lo accaparri. Esso andrebbe a valorizzare il patrimonio pubblico con una testimonianza tangibile della grandezza e dell'importanza universalmente riconosciuta della tipografia aldina e degli stampatori asolani che l'hanno fondata nel 1479 e gestita prima dell'avvento di Aldo Manuzio e dopo la sua morte. Aricchire il Museo può anche costituire un motivo in più per i turisti di venire a visitare Asola.
Questo volume è in vendita a 15.000 euro, una cifra importante per un pezzo pregiato, ma anche abbordabile se il Comune, gli sponsors e gli asolani più sensibili alle motivazioni che abbiamo esposto si dovessero unire tutti, e per portare a casa un libro che appartiene alla nostra storia e alla nostra cultura. L'auspicio è che ciò si possa realizzare nella convinzione che i soldi spesi non sono gettati per una cosa inutile ma per arricchire il nostro patrimonio storico e per iniziare una politica intesa a valorizzare, anche ai fini turistici, Asola come la città che diede i natali ai più grandi stampatori del Rinascimento europeo. Non solo Andrea Torresano ed i suoi figli Federico, Gianfrancesco e Maria, moglie di Aldo Manuzio, ma asolani furono anche Manuzio, Antonio e Paolo, figli di Maria; Andrea, Gerolamo e Bernardo, figli di Gianfrancesco. Asolani furono pure il grande Antonio Blado, che divenne lo stampatore del Vaticano ed Ettore Ragazzoni.
Con una quota minima di 50 euro, basterebbero 300 persone di buona volontà e amore per Asola, per raggiungere la quota necessaria all'acquisto di questo primo ed importantissimo libro. L'Asolano per dare l'esempio ha già indetto una sottoscrizione, e versato su un conto corrente destinato solo a questa iniziativa, aperto presso la Banca Popolare dell'Emilia Romagna una prima cifra di 250 euro.
Chi volesse contribuire all'acquisto di questo libro può recarsi personalmente in banca o versare la cifra che desidera, tramite bonifico, indicando il seguente N° di IBAN: IT13L05387570000001969152 e specificando come causale: Contributo pro Asola Città della Stampa. Tutti i soldi raccolti saranno utilizzati per l'acquisto di questo libro raro che, successivamente, sarà donato al Comune, con una cerimonia di presentazione a cui ci auguriamo possa partecipare, come ospite d'onore, la dott.ssa Annaclara Cataldi Palau, massima studiosa ed autrice del libro: "Gianfrancesco d'Asola e la tipografia aldina". E' un progetto molto ambizioso ma ci auguriamo che con la collaborazione di tutti si possa davvero realizzare.

