Da una lettera spedita da Giuseppe Cesare Abba i sentimenti dei reduci dei mille nel 1910
Fra i documenti esposti nella interessante Mostra dedicata a "Garibaldi nel Risorgimento italiano" una leggenda in camicia rossa, mirabilmente organizzata dal Circolo Filatelico e Numismatico di Asola, dal 30 aprile al 16 maggio 2010, negli spazi espositivi del monumentale Palazzo Beffa, ad Asola, figurava anche una lettera, indirizzata da un non meglio identificato reduce bresciano al garibaldino medolese Pietro Scaratti. La lettera, molto interessante per il suo contenuto rivelatore, datata 19 febbraio 1910, anno delle celebrazioni del primo cinquantenario della Spedizione dei Mille, è stata gentilmente fornita, insieme ad altri importanti documenti e cimeli del nonno, dalla nipote Signora Amietta Scaratti. L'importanza di questo documento, da una sua attenta lettura, appare evidente poichè, fra le righe, si nota come i sentimenti ed i valori che spinsero i mille volontari a seguire Garibaldi, siano stati messi a dura prova dal trascorrere tempo, come traspare nelle valutazioni e nel giudizio dei due reduci, dopo 50 anni dalla loro giovanile avventura.
Grazie alla Mostra asolana e alla stesura di una pubblicazione edita dall'Associazione Storica Medolese, anche la calligrafia della lettera è stata interpretata e trascritta per facilitarne la lettura. Nessuno, però, poteva prevedere che questa lettera avrebbe riservato una sorpresa: un vero colpo di scena legato al nome del mittente che, nella temporanea impossibilità di riconoscere la firma, era rimasto sconosciuto. A volte però il caso, volendo dare un suo contributo alla soluzione dei problemi, finisce per sorprenderci. Così, per risolvere il mistero di questa lettera si è avvalso degli amici dell'Associazione Storica Medolese che hanno riconosciuto quella firma e della quasi contemporanea conferma ricevuta consultando da una vecchia edizione del libro "Da Quarto al Volturno" che, casualmente, avevo appena acquistata. Inequivocabilmente, risultò chiaro allora che la firma apposta sulla lettera inviata da Brescia a Pietro Scaratti e quella di Giuseppe Cesare Abba, il più famoso dei cronisti della Spedizione, era la stessa. Una piacevole sorpresa certamente, ma anche una scoperta che rende ancor più autorevoli e significativi i giudizi storici contenuti in quella lettera.
Di seguito, presentiamo le due parti in cui essa si divide e la sua relativa trascrizione.

