Campi di frumento ed energia
L’innovativo progetto realizzato nel Bresciano: pannelli fotovoltaici verticali sospesi a 5 metri di altezza sotto i quali è possibile coltivare il terreno. Energia elettrica dal sole, compatibile con l’attività agricola. O meglio, un’agricoltura che produce energia, senza rinunciare a produrre pane. Se non è l’uovo di Colombo poco ci manca. E’ un progetto molto semplice, come tutte le scoperte rivoluzionarie, ma molto innovativo al punto che la Regione Lombardia ha deciso di esporlo nel quadro della Expo 2015. Di che si tratta? Pannelli fotovoltaici verticali invece che orizzontali, sospesi a 5 metri di altezza, invece che poggiati a terra, in modo che il terreno sottostante possa essere coltivato. pannelli non fissi ma a inseguimento solare - che si orientano seguendo il sole - tali da aumentarne la produttività.
Il progetto pane & energia In una parola: produrre energia solare rinnovabile e nel contempo continuare a coltivare mais, frumento, soia o barbabietole senza compromettere l’uso dei terreni agricoli come invece avviene con i pannelli orizzontali a pianoterra. Si chiama “Pane & Energia” il progetto che la Rem - consorzio di aziende di cui capofila è la bresciana Fimet, impresa di infrastrutture stradali ed impianti fotovoltaici guidata da Marco Cornali, insieme alla mantovana Sandrini ed altri quattro soci - ha realizzato dopo due anni di sperimentazioni e un investimento iniziale di 2,5 milioni di euro. Un’idea che si fonda su un concetto semplice, ma originale: campi fotovoltaici estesi ma senza sottrarre terreno all’agricoltura. Superando così il principale ostacolo alle autorizzazioni regionali di impianti solari sui terreni agricoli. Un prototipo completo e funzionante dell’impianto è stato presentato lo scorso 7 febbraio nella Bassa Bresciana, in un campo prova allestito tra Casalromano ed Isorella. Roberto Angoli, presidente della Rem, ne ha illustrato gli aspetti tecnologici al vice presidente della regione Lombardia, Enzo Lucchini. Erano presenti numerosi amministratori dei Comuni limitrofi tra cui Fiesse, Gambara Remedello e Ghedi, oltre ad una folta platea di 200 agricoltori della zona.
Batteria di pannelli e tecnologia wireless Ma come funziona tecnicamente il progetto “Pane & Energia”? Il binomio, lessicalmente perfetto e concettualmente esaustivo, rende bene l’idea della compatibilità tra energia ed agricoltura. < Ogni fila da 12 metri di pannelli è dotata di computers - spiega Marco Cornali, la cui Fimet opera da alcuni anni anche nel fotovoltaico - che dialogano tra di loro creando una rete connessa “wi fi”: ciò consente di avere ettari di terreno controllati wireless sul quale possono operare trattori e mezzi anche telecomandati >. L’energia dal sole sviluppata con i campi voltaici tradizionali a terra, come osserva Roberto Angoli, richiede grandi o grandissime superfici sempre più difficili da reperire, tanto che si sta pensando di sfruttare le immense distese del Sahara. < Ecco perchè serve un sistema compatibile con l’attività agricola - continua Cornali - per ridurre al minimo l’occupazione del suolo grazie a pannelli mobili sospesi, indipendenti, a inseguimento solare. >
Un’impresa con un secolo di storia Il core business della Fimet sono le infrastrutture stradali e opere edili che nel 2009 hanno consentito, nonostante la crisi, di aumentare il fatturato del 30% rispetto al 2008, raggiungendo i 36 milioni di euro con 160 dipendenti. La società bresciana ha festeggiato nel 2009 i cento anni dalla fondazione. L’investimento nel progetto “Pane & Energia” della Rem risponde all’esigenza di una diversificazione sinergica complementare al core business. La durata dell’impianto Rem è data per 25 anni. La società ha avviato 4 progetti in altrettanti Comuni. Non sarà l’uovo di Colombo, ma se il grande genovese ha scoperto il Nuovo Mondo, qui si scopre un mondo nuovo. Quello dell’energia solare senza rinunciare al pane. Alessandro Cheula
Articolo tratto dal Giornale di Brescia del 9 /2/2010 - Foto Omar Clemente di Asola

