Asola commerciale

La vocazione commerciale di Asola ha origini antichissime ed ha caratterizzato la vita della fortezza divenendo una tradizione che, con i suoi mercati e le sue cento e più vetrine, la nostra Città conserva ancora oggi, nell'era dei centri commerciali, continuando ad esercitare un forte richiamo commerciale anche sui cittadini, non solo mantovani, dei paesi del circondario. Nelle immagini sotto Vi proponiamo alcuni esempi di storiche attività commerciali asolane.
 
La foto di presentazione: ritrae l'interno della Cartoleria di Ciro Campanini che era situata in via Libertà, esattamente dove oggi c'è l'erboristeria "Terme in Città" di Cristina Margoni.
 
Prima fila - La prima fotografia, da sinistra, raffigura il negozio di alimentari di Arrigo Manerba, in via Turbini, dove oggi c'è il negozio di tessuti di Albertina Boccaccio.
- La seconda immagine ritrae, dietro il bancone della loro ferramenta, i genitori di Giordano Della Torre. La ferramenta di Ezio Della Torre era aperta esattamente dove oggi c'è il negozio di giocattoli, in via Mazzini. 
- La terza immagine ritrae una figura tipica del commercio asolano. Chi, fra gli anziani, non ricorda il negozio di merceria della Silvia Moreni, detta la Policarda, che si trovava sotto i portici di via Mazzini?
- La quarta immagine è stata ripresa all'interno del laboratorio della antico forno che sorgeva dove oggi ci sono gli Uffici dell'Informagiovani. A sinistra si riconosce un giovane Edoardo Mori. Ai Mori subentreranno i Banni che continueranno l'attività, fino a quando, nel 2008, sono stati costretti a chiudere, a causa dei lavori di restauro del Palazzo ex Montepegni.
- La quinta fotografia ritrae i coniugi Luigi e Caterina Romanini nel loro negozio di alimentari, in via Turbini. Anch'esso sorgeva dove oggi c'è il negozio di tessuti di Albertina Boccaccio.
 
Seconda fila - La prima foto da sinistra ritrae il negozio di alimentari della famiglia Ballanti, in via Garibaldi.
- La seconda immagine è datata 22 ottobre 1926 e ritrae la famiglia di Giuseppe Monteverdi davanti al loro negozio di ferramenta, in via della Libertà. Da sinistra Olindo Arcari, Rosina Arcari, moglie di Giuseppe, dietro alla piccola Cily; il nipote Gino Monteverdi, figlio di Carlo; un amico sconosciuto; un giovane Oreste Manerba ed un ventisettenne Renzo Bonaglia, padre del prof. Giorgio; in ultima posizione, Giuseppe Monteverdi.  
- La terza fotografia è stata scattata all'interno del negozio di alimentari di Enes Duretti che si trovava sulla sinistra, alla fine della "rata di Genevini", dopo l'incrocio con via Adami.
- La penultima immagine, degli anni '70 ritrae l'interno del negozio "Walter Stile" sotto i portici di via Schiantarelli. Dietro il banco si riconoscono la moglie Serena Adamoli, suo fratello ed il marito Walter Pergen.
- L'ultima immagine ci riporta al periodo fra le due guerre e ritrae l'edicola Tozzi che sorgeva in piazza XX Settembre, davanti ai portici del bar Roma.
 
Terza fila - La prima immagine ci mostra l'interno della Farmacia Hilzinger con, a sinistra, la commessa Giuliana, al centro il dott. Montecchio e a destra la dott.ssa Augusta Bresciani.
- La seconda foto riprende il bar all'interno dell'Albergo Ponte. La prima in piedi dietro il banco è la Cily mentre davanti al banco si riconoscono la Signora Monteverdi, il figlio Claudio e il padre, Signor Cesare Monteverdi.
- La terza foto ritrae un venditore di sardine durante il mercato del sabato.
- La quarta fotografia raffigura il venditore ambulante di ceci, sotto l'albero, all'inizio di viale  Brescia.
- L'ultima immagine è quella della Nella Tabai seduta nella sua edicola-ricevitoria, in via Libertà.
 
Quarta fila - La prima foto dei primi anni '30 mostra il Caffè Ristorante Italia, in via Mazzini. Nella foto si riconoscono, da sinistra, in piedi, Giuseppe Monteverdi; Dario Clerici Bagozzi; Vittorio Vergani. Seduto al secondo tavolino; Riccardo Visieri; al terzo tavolino Giovanni Martarelli; al quarto tavolino, Bruno Sperindio? Ettore Sperindio e Renzo Bonaglia.
- La seconda foto, precedente al 1926, mostra il negozio di Giuseppe Monteverdi prima che, da piazza xx Settembre, si trasferisse in via della Libertà.