Asola artigiana

Numerose sono anche le piccole attività artigiane che hanno caratterizzato l'economia locale. Molte di queste oggi non esistono più e rivederle in fotografia ci consente di fare un salto a ritroso nel tempo e di documentare, con un pizzico di nostalgia, lavori che oggi sono scomparsi e che, in taluni casi, rappresentano vere e proprie realtà vecchie di secoli.  
 
La fotografia di presentazione ritrae un giovane Edoardo Uggeri mentre sta magistralmente impagliando una sedia, con la stessa tecnica ed i materiali, vecchi di secoli.
 
Prima fila - La prima fotografia della prima fila, da sinistra, ritrae alcuni esponenti della famiglia Simonati che, nel periodo fra le due guerre, erano rinomati produttori di selle (selér).
- La foto seguente ritrae, invece, il Sig. "Lurinsì el curdér", padre del geom. Afro Lorenzin, seduto dietro il suo carretto espositivo che veniva utilizzato nelle fiere e nei mercati. 
- Terza foto per Donini, el muleta (l'arrotino) che, poco prima di cessare la sua attività, si è lasciato fotografare dal reporter de L'Asolano nel suo laboratorio, in piazza Diaz.
- La quarta foto è dedicata al duro lavoro dei geraröi del Chiese, gli uomini che scavavano la ghiaia destinata all'edilizia, dal letto del fiume.
- L'ultima foto ritrae, invece, un gruppo di facchini, in pausa lavoro, mentre attendono di venir chiamati.
 
Seconda fila - La prima foto da sinistra ci mostra un gruppo di donne, a fine anni '40, intente a lavorare il tabacco.
- La seconda immagine mostra un anziano ed una giovane donna, intenti a "sgaletà", a togliere i bozzoli dei bachi da seta dai rami dove i bachi li hanno prodotti.
- Nella terza immagine, in una bella foto di Matilde Rubes, è ritratta una ragazza in costume, con in mano il fuso, mentre con mano abile e sicura, ripete le ancestrali manovre della filatura.
- La quarta immagine fissa i lavori di asfaltatura di via Nazario Sauro nei primi anni '50.
- La quinta foto ritrae Cesare Paparini, uno dei tipografi storici di Asola, impegnato a controllare la qualità di uno stampato appena prodotto, all'interno della Tipografia Rongoni.
 
Terza fila: Asola in filanda
Una delle principali risorse economiche per molte famiglie asolane, fra le due guerre è stato il lavoro in filanda. Qui sotto Vi presentiamo una serie di cinque stupende immagini che documentano le varie fasi di questa lavorazione che si può definire emblematica della archeologia industriale della nostra zona.
 
Quarta fila: Asola ed i suoi carrettieri
I caretér devono essere considerati, a tutti gli effetti, i precursori degli autotrasportatori e dei corrieri, con la differenza che, a causa della ridotta velocità dei loro massicci cavalli da tiro, i trasporti effettuati con il carro impiegavano molte ore ed addirittura giorni prima che le merci venissero consegnate. Ciò rendeva molto dura e piena di sacrifici la vita per i carrettieri che si dovevano alzare prima dell'alba, per tornare in famiglia a tarda sera. Le cinque foto che Vi proponiamo danno l'idea di come erano fatti questi carri, le cui principali caratteristiche sono rimaste invariate, dai tempi dell'antica Roma.
- La prima di queste foto ritrae Andrea Biondelli, un personaggio caro a tutti i ragazzini di Asola, negli anni '50-'60. Andrea non era un vero e proprio carrettiere perchè il suo compito consisteva nel trasporto e nella consegna delle merci che arrivavano ad Asola col treno. Durante questi mini viaggi egli era solito ospitare sul suo carretto frotte di ragazzini vocianti che salivano e scendevano mentre il carro percorreva lentamente le vie di Asola.
- La seconda foto ritrae un carro da trasporto leggero in viale Belfiore.
- La terza immagine mostra un carro da trasporto pesante che percorre via Cantarane.
- La quarta foto mostra due carri che percorrono la Circonvallazione ovest, all'altezza dell'attuale Pronto Soccorso. Nella foto sono ben visibili le rotaie del tram.
- L'ultima immagine ci presenta il cortile del monopolio nel quale sostano i carri dei rivenditori che sono venuti dal circondario per gli approvvigionamenti di sale e tabacchi.