Andrea Torresani (Torresano)
La famiglia Torresani era un’antica famiglia, che già prima della fine del XIV° secolo, poteva venir annoverata fra le famiglie patrizie più in vista della Città. Molti esponenti di quella nobile stirpe occuparono importanti cariche pubbliche ed altri si distinsero come patriotti nelle varie battaglie che, in quel periodo, la fortezza di Asola dovette sostenere. Ma furono gli avvenimenti che, nel XV° e XVI° secolo, videro protagonisti Andrea Torresani, i suoi figli ed i suoi nipoti che, storicamente, hanno assunto maggior rilevanza. Andrea Torrresani nacque ad Asola nel 1451 dove completò, con profitto, i primi studi, sotto la guida del valido maestro di lettere Antonio Rizzardi. Abbiamo già accennato come nel 1474, Andrea Torresani, attratto dalla crescente notorietà che stava riscuotendo la nuova arte della stampa, introdotta a Venezia da pochi anni, si trasferì nella città lagunare ed entrò a lavorare nella tipografia del francese Nicolas Jenson. Alla sua morte, nel 1479, ne rilevò l’attività ed iniziò a stampare in proprio. La sua prima opera, datata 1480, ebbe come soggetto Virgilio. Nello stesso anno il nostro Andrea sposò Lambertina Battagli che gli diede almeno cinque figli: Federico, Gian Francesco, Maria, Giacoma e Lucrezia. Solo sedici anni più tardi, nel 1490, Aldo Manuzio venne a Venezia e solo nel 1495 iniziò la sua attività tipografica, entrando a far parte, con una quota di minoranza, della società con Andrea Torresani e Pier Francesco Barbarigo. Dall’Associazione di Andrea e di Aldo essendo, come detto, il Barbarigo solo un socio finanziatore, ebbe origine la celeberrima tipografia Aldina. Prima di morire, Aldo Manuzio raccomandò al suocero di avere a cuore il futuro dei suoi figli. In verità fu una precauzione inutile perché Andrea li tenne sempre come se fossero figli suoi. I figli di Aldo Manuzio furono quattro: Manuzio, Antonio, Paolo ed Alda che, grazie al buon cuore del nonno, crebbero e ricevettero la prima educazione ad Asola, dove Andrea Torresani aveva ancora casa, fondi ed altre proprietà di famiglia. Tale fu il fascino esercitato da Aldo che anche i suoi figli ed i suoi nipoti godettero della fama e degli onori che gli storici gli attribuirono, al punto da trascurare i meriti che avrebbero dovuto essere riconosciuti ai Torresani, è sempre la dottoressa Annaclara Cataldi Palau a parlare, almeno per le 120 pregevoli edizioni stampate dalla tipografia Aldina nei 18 anni che trascorsero dalla morte di Aldo fino all’avvento dei suoi figli nelle stamperia. Andrea morì a Venezia il 21 ottobre 1528 ed anche se gli storici ne sottovalutarono la figura, è ormai assodato che Egli sia stato il capostipite di una vera e propria dinastia di impareggiabili artisti che diedero lustro ad Asola e che meritano di venir riscoperti. Sarebbe, quindi, giusto che il Suo nome e quello dei suoi figli, in particolar modo Gian Francesco, venissero definitivamente accostati a quelli di Manuzio con i quali riteniamo essi possano, a pieno titolo, condividere fama ed onori.

