150° Anniversario della Spedizione dei Mille

All'alba del 5 maggio 1860, dallo scoglio di Quarto, una località vicina a Genova, salparono due Piroscafi di proprietà dell'armatore genovese Raffaele Rubattino (Genova10 ottobre 1810 - 1881), il Piemonte ed il Lombardo che lo stesso mise a disposizione del Generale Giuseppe Garibaldi per consentirgli di raggiungere la Sicilia con i suoi mille volontari. 

Prossimamente ricorrerà il 150° anniversario di quella data storica e di quell’epica impresa che entrò nella leggenda come la Spedizione dei Mille.
L’Asolano vuole ricordare questa pagina di storia non solo perché essa è stata determinante per l’Unità d’Italia ma perché è stata scritta anche da due volontari asolani:
Gaetano Massimiliano Benedini e  da Goffredo Ghirardini di cui si è sempre saputo molto poco.
Inoltre, poiché l’Asolano non è solo il giornale di Asola, ma si occupa anche del suo circondario, ci sembra giusto affiancare al ricordo dei due asolani anche quello di altri quattro garibaldini della zona che, mossi dai loro stessi ideali di Patria e di Libertà, seguirono Garibaldi per liberare dalla dominazione Borbonica la Sicilia e l’Italia Meridionale, fino alla Campania.
Fra questi quattro il nome del medolese Pietro Scaratti è particolarmente caro al nostro Direttore perché si tratta di suo bisnonno materno. Dopo di lui l’altro medolese ed amico Giovanni Buzzacchi, poi l’intendente dei Mille, il Generale Giovanni Acerbi di Castel Goffredo, stretto collaboratore di Garibaldi, e Luigi Premi, di Casalmoro, che divenne generale dell’esercito Piemontese.

 
Nella prima foto da sinistra è ritratto Gaetano Massimiliano Benedini, N° 88 nell’elenco ufficiale dei Mille.
Gaetano nacque ad Asola il 28 dicembre 1830 da Luigi e da Caterina Tiranti; si laureò in medicina e chirurgia all’Università di Pavia. Nel 1859 partecipò alla II Guerra d’Indipendenza aggregato al Corpo dei Cacciatori delle Alpi.
Nel 1860 partecipò alla Spedizione dei Mille in forza alla VI Compagnia comandata dal Capitano Giacinto Carini che fu imbarcata sul Lombardo
Dopo lo sbarco a Marsala, si distinse a Calatafimi e successivamente combattè tutte le battaglie della spedizione fino al Volturno ed ebbe la medaglia commemorativa.
Nel 1866 partecipò alla III Guerra d’Indipendenza fu a Monte Sciallo e curò i feriti di quella Campagna. Si trasferì a Firenze dove morì il 31 maggio 1868 a soli 38 anni.
Giuseppe Cesare Abba parlò di Lui nel suo libro “Da Quarto al Volturno”  
(il 14 giugno tornando da Monreale)

 
Nella seconda foto è ritratto Goffredo Ghirardini, N° 500 nell’elenco ufficiale dei Mille.

Goffredo nacque ad Asola il 27 febbraio del 1841 da Alessandro e da Teresa Nievo, sorella di Antonio Nievo, di Fossato di Rodigo e quindi zia del famoso scrittore, poeta, giornalista, commediografo, saggista, umanista, Ippolito Nievo, che fu anche colonnello e vice intendente generale dei Mille. Da ciò ne risulta che Goffredo Ghirardini era primo cugino di Ippolito Nievo.
Durante l’occupazione austriaca il padre di Goffredo era pretore di Asola. Quando Garibaldi iniziò il reclutamento dei volontari, lui era studente al 2° anno di Giurisprudenza a Pavia.
Lasciò gli studi per seguire Garibaldi nell’impresa che avrebbe portato alla liberazione della Sicilia e dell’Italia Meridionale dalla dominazione borbonica. Fu inserito nella VII Compagnia comandata dal capitano Benedetto Cairoli, col grado di caporale.
Dopo la Campagna riprese gli studi e si laureò. Nel 1878 era residente a Mantova dove esercitava la professione di Notaio.
Nel 1904 si recò a Groppello Cairoli e a Pavia in occasione delle celebrazioni del 15° anniversario della morte del suo ex Comandante. L’11 maggio 1910 Marsala gli conferì la cittadinanza onoraria. Il 25 maggio successivo si recò a Marsala al seguito della carovana dei superstiti dei Mille.
Morì a Mantova il 1° ottobre 1913. Nel 1961 il Dott. Alberto Clerici Bagozzi lo ricordò ad Asola in una seduta straordinaria del Consiglio Comunale

 
Nella terza foto è ritratto il medolese Pietro Scaratti,  terzo di 5 fratelli, Pietro Scaratti nasce a Medole il 25 dicembre 1840 dal Dott. Giovanni e da Giulia Bianchi, esponenti di una nobile famiglia medolese. Termina il Liceo a Brescia nel 1858 e, quindi, si iscrive alla Facoltà di Matematica e Fisica dell’Università di Pavia. Il giovane Pietro era un “ragazzone” di quasi due metri di altezza che dimostrava più dei suoi 18 anni. Convinto assertore degli ideali patriottici, che tanta presa ebbero sui giovani della sua epoca, non aveva ancora compiuto i 19 anni quando, volendo rispondere, con la sua esuberanza giovanile, al forte richiamo, e al fascino, esercitato dal Generale Giuseppe Garibaldi, abbandonò gli studi per arruolarsi nel Corpo volontario, denominato dei Cacciatori delle Alpi che, agli ordini dell’Eroe dei Due Mondi, combattè nel 1859, impegnando, sul fronte settentrionale, l’esercito austriaco nelle vittoriose battaglie di Varese, San Fermo e Treponti. Nella strategia della II Campagna di Indipendenza i Cacciatori delle Alpi ebbero il merito di distogliere un forte contingente di truppe nemiche dal fronte meridionale dove, contro il grosso dell’esercito austriaco, che stava ripiegando, erano impegnati gli eserciti regolari di Francia e Piemonte. 

Dopo la decisiva battaglia di Solferino e San Martino del 24 giugno, anche i Cacciatori di Garibaldi, a malincuore, interruppero la loro azione e furono lasciati liberi. Così, nell’ottobre 1859 anche Pietro Scaratti riprese gli studi ma il suo impegno universitario fu di breve durata in quanto, venuto a conoscenza dei preparativi per il nuovo arruolamento, indetto da Garibaldi, in vista della spedizione in Sicilia, il 27 aprile del 1860, lasciò ancora una volta l’Università, per rispondere al richiamo del suo Generale. Fu così che Pietro Scaratti con l’altro medolese, ed amico, Giovanni Buzzacchi si ritrovarono a Quarto (Genova), insieme agli altri Mille volontari garibaldini. Pietro fu assegnato alla 7° Compagnia, agli ordini del Capitano Benedetto Cairoli, e si imbarcò sulla motonave Lombardo, al comando del Colonnello Nino Bixio. Lombardo e Piemonte, con il loro carico di valorosi, salparono dallo scoglio di Quarto all’alba del 6 maggio. Dopo una sosta a Talamone, in Toscana, la sera del 10 maggio furono in vista delle coste siciliane, nei pressi di Marsala. Prima dello sbarco dell’intero contingente, il giovane Scaratti fu inserito nella pattuglia a cui fu affidato il compito di esplorare la zona del porto di Marsala per sincerarsi che non fosse presidiata da truppe borboniche. Scesi a terra nella notte fra il 10 e l’11 maggio, con opportuni segnali luminosi il piccolo avamposto agevolò lo sbarco dei garibaldini che si completò in tarda mattinata.
Fin dalle prime scaramucce con il nemico, Pietro Scaratti si distinse tanto da guadagnarsi sul campo la promozione a sottotenete ed il comando di una formazione di “ picciotti siciliani ” che lo seguirono in tutta l’avanzata, fino alla conclusiva battaglia del fiume Volturno, in Campania. Al termine delle operazioni militari, Pietro Scaratti riprese nuovamente gli studi e li completò, prima di tornare fra le file dei garibaldini.  Infine, si arruolò nel Regio esercito Piemontese che, con Decreto di Vittorio Emanuele II, del 10 novembre 1862, gli riconobbe il grado di sottotenente, già ricoperto nel disciolto Corpo dei Volontari dell’Italia Meridionale e successivamente, con il Decreto del 12 gennaio 1862, a firma del Luogotenente Generale del Re, gli fu conferita la Medaglia di Bronzo per aver partecipato alla campagna del 1860 in Sicilia. Rimase in forza al 63° Reggimento Fanteria fino al 17 febbraio 1865, poi partecipò alla Terza Guerra d’Indipendenza, per la quale fu autorizzato a fregiarsi della Medaglia per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia. Dopo un' alternanza fra periodi di aspettativa e di servizio che, comunque gli valse i titoli per il conseguimento della pensione, il 1° marzo 1874 fu ammesso nell’Arma di Fanteria della Milizia Mobile. In questo periodo fu autore di un approfondito studio sul movimento ferroviario di linea, grazie al quale gli venne affidato l’incarico di dirigente addetto agli smistamenti e trasferimenti delle truppe Piemontesi.

Il 18 agosto 1875 venne promosso a tenente della Milizia Mobile, corpo nel quale rimase fino al 4 ottobre 1883, data in cui vennero accettate le sue dimissioni volontarie.
Dopo essersi congedato, si dedicò alla carriera didattica, ricoprendo anche, per molti anni, la carica di Amministratore delegato dela Tranvia Brescia-Mantova-Ostiglia.
Dopo i lunghi anni trascorsi da militare, fondò la Società dei Militari in Congedo e ne fu il Presidente onorario fino  alla  sua scomparsa. Il 23 ottobre 1921 la stessa Società per ricordare il suo fondatore scoprì in via San Martino, sulla facciata della casa che fu sua proprietà e dimora, una lapide con incise le seguenti parole:
A PIETRO SCARATTI
PRECURSORE DEL RISORGIMENTO ITALIANO
FERVENTE PATRIOTA – CITTADINO E PADRE INTEGERRIMO
MEDOLE, 23 ottobre 1921
LA SOCIETA’ MILITARI IN CONGEDO AL SUO
FONDATORE E PRESIDENTE ONORARIO
 
Per alcuni anni ricoprì anche la carica di Sindaco del Comune di Medole.
Pur paralizzato, si emozionò moltissimo all’affollatissima cerimonia, organizzata in suo onore, dal Comune in occasione delle celebrazioni per il 50° Anniversario della Spedizione dei Mille. 
Morì nella casa di via Solferino, nella sua amata Medole, il 12 gennaio 1912.
Il 26 agosto 1982, nel settantesimo della morte, il Comune di Medole ha voluto ricordare i suoi due garibaldini, Buzzacchi e Scaratti, intitolando loro una nuova via. 
Da qualche anno, per volontà della nipote Amietta Scaratti Baguzzi, (oggi 91 enne) le sue spoglie mortali riposano nella tomba della famiglia Baguzzi, nel Cimitero di Asola. 
 
La quarta foto, del 1910, mostra le celebrazioni che si sono tenute a Medole per il 50° Anniversario della Spedizione dei Mille, davanti alla casa di un Pietro Scaratti, già infermo, che si è commosso moltissimo.
 
La quinta e la sesta foto mostrano i due lati della Medaglia d'argento, commemorativa del cinquantenario.
 
Nella settima foto un Pietro Scaratti molto giovane è ritratto in divisa di allievo ufficiale all'Accademia Militare di Ivrea.
 
Nell'ottava foto Pietro Scaratti è in divisa da ufficiale dell'Esercito Piemontese.
 
La nona foto mostra un Pietro Scaratti anziano con le sue due medaglie: quella con la "trinacria" della Spedizione in Sicilia e quella con le mostrine delle altre Campagne da Lui effettuate.
 
L'ultima foto è quella del suo funerale, che si è celebrato a Medole il 14 gennaio 1912 e che ha visto la partecipazione di un folto pubblico e la presenza per l'ultimo saluto del Magg. Nob. Cav. Camillo Gaiffami e dell'On. Ugo Scalori.